L'ARLECCHINO. Giornale comico-politico di tutti i colori.

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Note Bibliografiche

In-4 p. (mm. 290x215 / 303x211), 2 volumi, tutta tela moderna: il 1° con piatti neri e dorso chiaro, il 2° in blu. Di questo celebre quotidiano satirico, pp. 4 cad. numero, ciascuno con bella xilografia a piena pagina nel t., offriamo ""tutto il pubblicato"", così composto: - 1848, Anno I, dal n. 1 (sabato, 18 marzo) al n. 219 (sabato, 30 dicembre). Il n. 135 non figura editorialmente (doveva essere giovedì, 21 settembre) ma le date sono esatte. Il mese di settembre ha pure pagine con numerazione errata. - 1849 Anno II, dal n. 1 (martedì, 2 gennaio) al n. 102 (venerdì, 15 giugno). Mancano 2 numeri: il 43 (mercoledì, 21 febbraio) e il 103 (sabato, 16 giugno). Precisiamo che nel 1848 la pubblicazione fu sospesa dal 15 al 27 maggio e nel 1849 dal 15 aprile al 27 maggio. Unito: ""L’Arlecchino"" “nei teatri”, settimanale dedicato al teatro (usciva ogni domenica), con propria numerazione, sempre di 4 pagine e con xilografia a p. pag., e di cui offriamo ""tutto il pubblicato"" in XXIII numeri, dal 15 ottobre 1848 al 1° aprile 1849. Tutti questi fascicoli sono inseriti, in base alle date, “nell’Arlecchino comico-politico”. Mancano solo le pp. 3/4 del n. I (15 ottobre 1848) Cfr. Diz. del Risorgimento Nazionale,I, p. 52: “Iniziò le sue pubblicazioni a Napoli il 18 marzo 1848, ed è uno dei giornali più popolari e ricordati di quel periodo tempestoso di vita partenopea. Diretto da Emanuele Melisurgo ed amministrato da Giuseppe Coppola, ebbe redattori ordinari e straordinari: Giuseppe Orgitano, Felice Nicolini ed Achille de Lauzières tra i primi, Michelangelo Tancredi, Giuseppe Rosati e Domenico Ventimiglia tra gli altri.. Di piccolo formato era povero di scritti: il largo disegno del titolo prendeva una metà della prima pagina, e tutta la terza pagina era occupata dalla caricatura, disegnata prima da Enrico Colonna, poi da Luigi Mattei, ma quasi sempre ispirata dal Melisurgo.. Tuttavia il giornaletto, battagliero, ma non violento, pronto alla satira al momento opportuno, mordace ma mai offensivo, incontrò sin da principio il favore del pubblico e vide sempre crescere il numero dei suoi lettori. Il 16 giugno 1849, anno II, n. 103, l’Arlecchino finì di vivere”. Cfr. anche Cat. dei Periodici Popolari del Risorgimento,III,76: “Per i fatti del 15 maggio 1848 la redazione fu assalita dalla polizia; riprese le pubblicazioni il 29 maggio”. Vari fascicoli sono stampati su carta azzurra. Nella ns. raccolta solo gli ultimi 15 numeri con fiorit. e aloni, altrimenti tutta in buono stato.

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