IL CAFFE’ PEDROCCHI. Foglio Settimanale. Si pubblica un numero ogni Domenica. Arti - Letteratura - Critica - Industria - Cose Patrie - Poesia - Racconti - Teatri - Mode - Varietà.

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Note Bibliografiche

In-4 p. (mm. 306x227), cartonato coevo, titolo oro su tassello al dorso (restaur. per mancanze), pp. 422, con una bella testatina inc. su legno alla prima pagina di ciascun fascicolo, raffigurante l’esterno del “Caffè Pedrocchi”. Di questo raro settimanale offriamo "l’annata completa del 1846 (Anno I)": dal n. 1 (4 gennaio) al n. 52 (27 dicembre) + 1 foglio ripieg. che contiene “Ancora quattro parole sul Gas Illuminante” (scritto di M.G.D. Levi, Medico Veneziano) + 1 “Supplemento al Caffè Pedrocchi, n. 20 (17 Maggio)”, di 4 pp., contenente i “Programmi dei premj messi a concorso dalla Società d’Incoraggiamento dell’Agraria, nella provincia di Padova, approvati dall’Adunanza Sociale del giorno 7 Maggio 1846”. “"Il Caffè Pedrocchi", pubblicato dal 1846 al 1848, è probabilmente il giornale padovano più conosciuto e il primo dei sei successivamente intitolati al nome del celebre "caffè senza porte", aperto nel centro di Padova dalla famiglia Pedrocchi. Suoi fondatori furono il tipografo, poeta e drammaturgo "Jacopo Crescini" (editore), il giornalista Guglielmo Stefani (direttore) e il medico Antonio Berti (redattore), che gli diedero un'impronta satirico-patriottica pur parlando di tutto tranne che di politica, espressamente vietata dalla sospettosissima censura austriaca. Nel novembre 1844 Crescini e Berti, che già pubblicavano il “Giornale euganeo di scienze, lettere e varietà”, noto più semplicemente come l'”Euganeo”, per rafforzarne il prestigio e la diffusione avevano chiesto l'autorizzazione a pubblicare un secondo giornale di tono più popolare, in uscita la domenica. A dicembre da Vienna giunse il via libera e il 1º luglio 1845 comparve un numero di saggio del nuovo giornale: esso però conteneva una poesia di Giovanni Prati che provocò l'intervento della polizia e l'espulsione del poeta da Padova. Il primo numero effettivo del “Caffè Pedrocchi” uscì finalmente il 4 gennaio 1846 e alla redazione del giornale collaborarono numerosi autori, fra cui anche personaggi noti.. Inizialmente molti furono gli stessi scrittori e articolisti dell'Euganeo.. cui lo Stefani aggiunse presto nuove firme prestigiose e combattive, come i poeti Aleardo Aleardi e Luigi Carrer e un giovanissimo Ippolito Nievo. In realtà l'impostazione non risultò particolarmente "popolare".. il giornale era fin troppo vivace e polemico, al punto che nel luglio 1847 la polizia ne propose la chiusura a partire dal 1º gennaio 1848. Vi furono numerose proteste e “Il Caffè Pedrocchi” continuò a uscire anche dopo la data fatidica finché, in seguito ai disordini studenteschi scoppiati a Padova l'8 febbraio 1848.. il direttore Stefani venne arrestato dagli austriaci il 10 febbraio, ma poi rilasciato il 17 marzo, grazie all'insurrezione di Vienna, alla caduta del cancelliere Metternich e alla liberazione dei detenuti politici. “Il Caffè Pedrocchi” comunque aveva già sospeso le pubblicazioni il 12 marzo e le riprese il 5 aprile 1848 con l'aggiunta del sottotitolo "Unione, Indipendenza", manifestando così apertamente la propria adesione ai moti risorgimentali.. Ancora un paio di mesi di dibattiti sui problemi dell'unità d'Italia, ma poi il giornale cessò definitivamente le pubblicazioni con il ritorno vittorioso degli "occupanti" austriaci il 14 giugno”. (così dal sito internet “Lavecchiapadova.it”). Cfr. anche Parenti “Rarità bibliogr. dell’800”, I, p. 24. Solo qualche rara e lieve fiorit., altrimenti esemplare ben conservato.

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