Acosta Christoval

TRACTADO DE LAS DROGAS, Y MEDICINAS DE LAS INDIAS ORIENTALES, CON SUS PLANTAS DEBUXADAS AL VIVO, QUE LAS VIO OCULARMENTE. En el qual se verifica mucho de lo que escrivio el Dr. Garcìa de Orta.

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Note Bibliografiche

In-16 gr. (mm. 184x120), p. pelle settecentesca, dorso a cordoni (restaur. per manc.) con decoraz. e tit. oro su tassello, 12 cc.nn., 448,38 pp.num.; al frontesp. cornice architettonica con lo stemma della città di Burgos; ornato da pregevoli grandi capilett. figur. a vignetta; con 1 ritratto di Christopher Acosta e con interessantissime e inedite illustrazioni xilografate nel t. Sono ben 46 tavv. di cui: 41 (a p. pag.) raffigurano piante, 2 portano l’immagine di due elefanti (a p. pag.) e 3 (più piccole) con figure di foglie, tutte disegnate da Acosta. L’opera chiude con un “Tractado del Elephante”, il primo studio monografico su questo animale. "Edizione originale" di questa rara e preziosa opera che ebbe notevole influenza in Europa perchè fece conoscere le piante asiatiche più importanti, sia dal punto di vista medicinale che del loro utilizzo come spezie; fra queste segnaliamo: ginger, cannella, pepe, noce moscata, oppio e cardamomo. In realtà questo trattato è una versione rivista ed accresciuta dei “Coloquios dos simples e drogas he cousas medicinais da India” di Garcia da Orta, pubblicato a Goa nel 1563. Medico e botanico portoghese il da Orta aveva a lungo studiato la flora locale di Goa, concentrandosi specialmente su quelle piante che potevano essere impiegate in campo medico. Acosta, medico gesuita, fece la conoscenza di da Orta nel corso dei suoi viaggi in India e la sua versione dei “Coloquios” risulta pertanto molto interessante per le sistematiche e dirette osservazioni sul campo. Cfr. Palau,I, p. 10 (con le varie traduz. in latino, italiano, francese e inglese) - Pritzel,13 - Wellcome,20 per l’ediz. di Venezia, 1585 - Morton,1819 - Cat. of British Museum,I, p. 9. Biographie Universelle,I, p. 160: “Christophe Acoste, chirurgien portugais, naquit en Afrique, dans les établissements qu’y possédait sa nation au 16 siècle. Il eut de bonne heure le gout des voyages, et étant allé en Asie pour y rechercher les drogues que l’on en tire pour l’usage de la médecine, il fut pris par des pirates qui l’emmenèrent en esclavage. Il trouva enfin le moyen de sortir de sa captivité, et continua ses voyages. Ce ne fut qu’après en avoir fait plusieurs, surtout aux Indes Orientales, qu’il revint en Europe, où il exerça la médecine et la chirurgie. Ayant eu connaissance de l’ouvrage de Garcia "ab horto", sur les drogues, il en entreprit un sur le meme sujet, qui parut à Burgos en 1578.” Mancano 2 carte: 1 con figura (pp. 419/420) e l’ultima con il nome dello stampatore e data di ediz., qui riprodotte su carta antica. Leggerm. corto del marg. super., con aloni e lievi uniformi arross. interc. nel t., ma complessivam. un buon esemplare.

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