Albertolli Giocondo

ORNAMENTI DIVERSI INVENTATI, DISEGNATI ED ESEGUITI DA GIOCONDO ALBERTOLLI. Incisi da Giacomo Mercoli Luganese.

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Note Bibliografiche

In folio (mm. 480x342), 2 parti in 1 volume, cartonato moderno stile ‘700, titolo manoscritto su etichetta al dorso, 2 cc.nn. incise (frontespizio e dedica al Piermarini), seguono 24 bellissime tavole incise in rame dal Mercoli (la prima è incisa da Asper) che raffigurano: un “Ornato preso dall’antico, che fú inciso anche nel Cinquecento, trovandosene ancora qualche coppie in alcune racolte d’Italia” (1 tav.) /// decorazioni del soffitto in stucco progettate dall’A. per le ""Camere di conversazione"", ""Camere da letto"", ""Gabinetto nobile"", ""Gabinetto famigliare"" e ""Sala di Udienza”, oltre a girandole a due e quattro luci “situate lateralmente alle Caminiere” (15 tavv.) /// le decorazioni nelle 'Sale di Compagnia' della Villa Reale di Monza (3 tavv.) /// il soffitto disegnato per il Palazzo Casnedi (1776) a Milano (1 tav.) /// ornamenti scultorei raffiguranti le “Belle Arti”, “Scienze”, “Musica”, “Pastorale” (4 tavv.). ""Prima edizione"". Cfr. Cicognara,390: “Questa è la prima parte dell’opera che uscì separatamente molti anni prima delle altre, e non tanto per il disegno, come per l’intaglio tutte le opere di questi autori possono ritenersi per ciò che siasi finora operato di meglio in questo genere”. Unito a:
- ""Alcune decorazioni di nobili sale ed altri ornamenti"". Incisi da Giacomo Mercoli e da Andrea de Bernardis, 1787: 2 cc.nn. incise (frontespizio e dedica al governatore generale di Milano, Johann Joseph Wilczek (1738–1819), 1 c.nn. con la “Dedica ai lettori” e 23 belle tavole inc. in rame che illustrano esempi dell’attività di Albertolli a Palazzo Ducale di Milano, alla Villa Ducale di Monza e nel Palazzo Belgiojoso a Milano. Sono: piante, profili, dettagli delle stanze, ornamenti, pezzi d’arredamento, etc., il tutto nel caratteristico stile neoclassico che l’A. sviluppò negli anni Settanta del Settecento mentre lavorava sotto l'architetto milanese Giuseppe Piermarini. ""Prima edizione"" di questa seconda opera che combina disegni per progetti completati con tavole di dettagli architettonici disegnati secondo l'antico, ma meno tecnica della precedente. Cfr. Cicognara,391.
“Giocondo Albertolli (1742-1839), architetto, il più eminente dell’illustre famiglia ticinese. Considerato ai suoi tempi come il restauratore del ‘buon gusto’, ossia del gusto classico, nell’ornato architettonico, fu tra gli artisti maggiori che, alla fine del Settecento e nei primi decenni dell’Ottocento, fecero di Milano la cittadella dell’arte neoclassica. Inviato dal padre a Parma, rivolse i suoi primi studi alla figura e alla scultura in plastica, sotto la disciplina dell’abate Giuseppe Peroni. Più importanti devono ritenersi, tuttavia, i contatti che egli ebbe con il francese E.-A. Petitot, dal 1753 architetto delle fabbriche ducali, di gusto classicheggiante. Invitato nel 1774 dal Piermarini a Milano, inizia con soddisfazione dell’arciduca Ferdinando la decorazione delle sale del Palazzo Reale (eseguite su disegno suo dal fratello Grato). Di qui innanzi il suo nome è associato alla storia di tutti gli edifici monumentali eretti a Milano sul declinare del secolo. Nel 1774-75 fa una breve riapparizione alla corte di Toscana (lavora a Palazzo Pitti e agli Uffizi). Nel 1775 è di nuovo a Milano, dove sorge, sotto gli auspici di Maria Teresa e sull’esempio di Parma e di Verona, un’Accademia di Belle arti, che presto assurge a grande importanza. L’A. fece parte del primo gruppo di insegnanti, fondando una scuola d’ornato, che fu detta la prima d’Europa e ch’egli diresse autorevolmente fino al 1812. Nel 1782 uscì la prima parte degli ‘Ornamenti diversi.’ dedicati al Piermarini. Incoraggiato dal successo e dall’appoggio del principe di Kaunitz, l’A. ne pubblicò la seconda parte nel 1787, e la terza nel 1796. Pure assai diffuso fu il ‘Corso elementare di ornamenti.’ (Milano, 1805)”. (Cfr. DBI,I, pp. 759-760) Cfr. anche Diz. Encicl.,I, p. 227 - Berlin Kat.,595 (per le 2 opere). Esemplare ben conservato. . +

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