Pulci Luigi

MORGANTE MAGGIORE. Quale tratta della morte del conte Orlando e de tutti li paladini, per cagion del tradimento ordinato per Gano di Maganza con il re Marsilio e Buiaforte & altri principi e baroni della Spagna. Nel qual si tratta anchora cose bellissime d’amore, con infinite crudel battaglie per tal cagione fatte. Novamente stampato, e da molti errori corretto.

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  • Anno pubblicazione: 1552
  • Editore: per Gioanne Padoano
  • Soggetti: Cinquecentina, Letteratura
  • Luogo di pubblicazione: Venetia
  • Catalogo: Libri Antichi

Note Bibliografiche

In-16 gr, (mm. 192x135), p. pergam. antica (risg. rifatti), tit. oro su tassello al dorso, tagli rossi, 196 cc.nn.; al frontespizio, con titolo in rosso e nero, grande vignetta che raffigura il gigante Morgante e il mezzo gigante Margutto; al recto del Canto Primo altra grande vignetta con l’immagine di Carlo Magno circondato dai suoi baroni; il testo, a due colonne, è illustrato da 93 piccole vignette copiate da varie edizioni, il tutto inc. su legno. Al verso del frontespizio le due ottave di Nicolò Masseti nelle quali dice che “Molti versi ho corretti e molte rime, e redrizzati alle sententie prime”. In aggiunta al poema la “Confessione de Luigi Pulci”, posta al fine del volume; al recto dell’ultima carta una marca con l’immagine di una donna che riempie d’acqua una brocca, pure xilografata. “Poema cavalleresco in 28 canti in ottava rima di Luigi Pulci (1432-1484), iniziato, a richiesta di Lucrezia Tornabuoni (madre di Lorenzo il Magnifico), nel 1461 e composto in due tempi (la prima redazione era in 23 canti: da ciò il titolo di "Morgante Maggiore" dato alla redazione definitiva dell’opera per distinguerla dalla prima). Fu definito dal Croce uno dei libri più riccamente geniali della nostra letteratura”. Così Diz. Opere Bompiani,IV, pp. 813-14. Cfr. Gamba,789 che precisa: “Nel secolo XVI un Niccolò Masseti modenese ebbe la temerarietà di farsi correttore o piuttosto corruttore del poema nelle edizioni di Venezia: Sessa, 1502; M. Bono, 1507; A. de Bindonis, 1515 e I. Padoano (la ns.), 1552” - Sander,II, p. 1034 - Ferrario “Bibl. Antichi Romanzi Cavalleria”, p. 146. Rara. Il ns. esempl. è completo ma le 8 carte della lettera (di registro) “R” sono state anteposte alla lettera “Q”. Rifilato al marg. super. (talvolta intacca il titolo); macchia sulle ultime 2 carte; con lievi aloni o tracce d’uso ma complessivam. discreto esemplare.

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