Liburnio Niccolò

LE SELVETTE.

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Note Bibliografiche

In-8 p. (mm. 207x141), p. pergam. antica, titolo oro su tassello al dorso, 6 cc.nn., 100 cc.num., 2 cc.nn. (l’ultima è bianca), testo in carattere tondo, ornato da lettere iniziali colorate a mano in rosso e blu: due di queste, e precisamente l’iniziale “P” (alla dedica a Isabella d’Este, Signora di Mantova) inquadrata in sottile cornice su fondo rosa, è magnificamente miniata sul margine interno e una seconda iniziale “P” (alla prima Selvetta) in cornice su fondo azzurro, porta al margine interno tre soli colorati in oro. "Prima edizione", rarissima, di un’opera in prosa con intermezzi poetici del letterato veneziano “Niccolò Liburnio (1474-1557), canonico della Basilica di San Marco. Ne "Le Selvette" uno dei motivi più urgenti è quello della vecchia e nuova letteratura volgare, di fronte alla quale il Liburnio si pone affiancando all’incontestabilità del magistero degli antichi (Dante, Petrarca, Boccaccio) una decisa affermazione di autorità dei moderni (Antonio Tebaldeo, Iacopo Sannazzaro, Pietro Bembo). Parallela all’attività poetica in volgare fu quella in latino, e affrontò anche questioni di grammatica e retorica (Le vulgari elegantie)”. Così Diz. Biografico Italiani, LXV, pp. 66. Cfr. Parenti “Prime ediz. Italiane”, p. 312 - Cat. British Library, p. 377 - manca all’Adams. Ultima c. bianca con ang. inferiore mancante, altrimenti esemplare ben conservato.

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